La pasticceria rifiorisce!
Per la seconda edizione della kermesse Flauer - Fiori, erbe, gusto e sostenibilità in scena ad Alassio il 24, 25 e 26 aprile, sono stata protagonista sul palco del 25 aprile, in Piazza Partigiani, con il mio format “Dietro le quinte del Dolce”, un viaggio nel lato più nascosto e affascinante del mondo della pasticceria, investigando sucosa e chi si nascondedietro un dolce fatto ad arte: il lavoro, la creatività e quella sottile follia che serve per trasformare gli ingredienti in pura emozione.
Protagonisti questa volta i fioriche da elemento estetico sono diventati ingrediente, sorprendendo per la loro capacità di rientrare appieno nell'architettura del gusto.
La pasticceria, per secoli, ha parlato soprattutto al gusto: zucchero, burro, consistenze, ma sul palco di Flauer ha ampliato i propri orizzonti percettivi dimostrando che lapasticceria floreale non è una moda ma un ritornoalla natura, alla stagionalità, alla memoria sensoriale più profonda.I fiori in cucina e tanto più nella pasticceria, non sono decorazione o ornamento ma ingrediente vivo evibrante, anima del gusto, capace di donare carattere, profumo e poesia ad ogni creazione.
Pensate alla delicatezza di una rosa, alla nota fresca e quasi agrumata della lavanda,alla dolcezza sottile del fiore d’arancio,alla vibrazione verde e selvatica delle erbe spontanee, solo per citare alcuni esempi.
In scena con me per una performance a due voci, il maestro pasticcere Francesco Elmi e la sua creazione pensata apposta per l'occasione:“Petali e Sole”
Com'era? Divino! Un lievitato, nella fattispecie un piccolo babà che porta con sé il tempo dell’attesa, imbevuto di rosa, mandarino e begonia, avvolto da una delicata nota esotica di mango e frutto della passione.Da una parte la profondità floreale, dall’altra la nota fruttata, succosa, viva: un’esplosione armoniosa di sapori che il pubblico ha gustato, portando con sè non solo il piacere di un dolce fatto ad arte ma il gusto di un racconto da custodire e che parla di natura, bellezza e sperimentazione.
Ancora una volta con Dietro le quinte del Dolce ho condiviso la mia visione di pasticceria che è voce, emozione, racconto, apertura.
Le parole possono nutrire, ma solo il dolce può commuovere, lasciandoci sedurre dalla dolcezza che non è mai solo qualcosa che si mangia ma una dimensione dell’essere.
Ph. Credit Mario Ventimiglia