MY SWEET INDIA

MY SWEET INDIA

L'indagine

India, il viaggio di una vita che diventa realtà!

Fra le mille meraviglie che mi hanno lasciato senza parole (fra cui il Taj Mahal ad Agra, l'Amber Fort a Jaipur, per non parlare di Qutub Minar a Delhi), anche il cibo indiano e i suoi dolci in primis sono un patrimonio culturale e gustativo straordinario fatto di latte, spezie e profumi intensi che restano scolpiti nella memoria.

D'altronde che investigatrice sarei se non fossi andata a curiosare anche qui fra pasticcerie e mercati alla scoperta del lato dolcissimo di questo immenso Paese?
Ho assaggiati un'ampia gamma di dolci e non mi sono fatta mancare nemmeno la pasticceria più nota dell'India, la catena LMB Sweets che propone 200 tipi di dolci, ma il meglio l'ho trovato per le strade, nell'immensa umanità vibrante dell'India.
I miei top 3?
Nan Khatai, Milk Peda e Mukhwas.Il nome non vi dirà nulla ma si trovano ovunque, nei bazar, sulle strade e anche nei ristoranti autentici.

Iniziamo dai biscotti!
Nelle stradine di Chandni Chowk a Old Dehli, su piccole piastre in ghisa vengono cotti dei biscotti tradizionali, croccanti, friabili e che si mangiano caldissimi . Ho scoperto il nome e non è stato facile...
Si chiamano Nan Khatai e sono buonissimi!

Poi, Il Milk Peda (dolce di latte e panna) che ha catturato subito la mia attenzione.
Anche questi li ho trovati nel cuore di Old Delhi e sono fatti con latte, panna affiorata (malai) e cardamomo.

Mukhwas! È quasi impronunciabile, ma è un rito irrinunciabile! Per pulire il palato, il pasto termina con una manciata di semi di finocchio e cristalli di zucchero colorati. Vi assicuro che mangiare il Mukhwas dopo aver assaggiato il Thali( piatto nazionale indiano con diverse portate con selezioni di salse e riso) è un toccasana e ti pulisce la bocca a meraviglia

Una nota di merito poi va ai Jalebi, riccioli di pasta fritta imbevuti di sciroppo da sgranocchiare , una sorta di piccola pasticceria e alla “torta di compleanno” che quest’anno è stata a dir poco originale.

Ma prima arriviamo al piatto forte: i Gulab jamun, tipici della cucina indiana che ho trovato ovunque per le strade dell’India e che regnavano sovrani in uno dei quartieri più iconici di Delhi, a Pahar Ganj.

Deliziose palline dal colore dorato, impasto speziato, i Gulab Jamun cuociono scenograficamente davanti ai passanti ingolositi. Vengono dorati in una frittura con olio abbondantissimo in una grossa padella. Dopo la frittura vengono immersi in un'altra padella con sciroppo delizioso e fatti riposare ore. Mi ha ricordato alla lontana il nostro babà.
Molto zuccherati e imbevuti di sciroppo caldo, sono una bontà che ti arriva dritta al cuore, una scossa di dolcezza che ti elettrizza.


E arrivo anche al dolce del mio compleanno, che come tradizione, celebro ogni anno in un paese nuovo e con un dolce locale.

Festeggiare il compleanno indian style sulla spiaggia di Goa è stato un privilegio che non scorderò: il suono dell’oceano davanti a me, il cielo stellato sopra di me e piccole candele che si sono spente su un brownies al cioccolato e anacardi, ricoperto di gelato alla panna fumante. "Torta di compleanno" atipica, ma vi assicuro fra le più emozionanti della mia vita.

Che aggiungere?Sono state 12 giornate travolgenti, da Delhi ad Agra, davanti al Taj Mahal che dal vivo è davvero impressionante, poi Jaipur con i suoi colori pieni, i palazzi che sembrano dipinti e i mercati dove perdi il senso del tempo e infine Goa: l’oceano che rallenta il ritmo, la luce che cambia tutto, i piedi nella sabbia e la testa finalmente leggera, con un clima spettacolare.

l’India però non è un viaggio per tutti e solo dopo esserci stata comprendo i perché.

È rumorosa, a tratti assordante, sei sollecitata da mille cose contemporaneamente senza sosta, l’India non ti lascia mai davvero in pace. Devi avere voglia di perderti, di farti attraversare dal disordine, di accettare che non c’è niente di comodo o semplice, devi entrare a fare parte del tutto, senza riserve.

Il cibo è un universo di sapori che travolge, le spezie sono le regine, il piccante è la parola d'ordine, i dolci sono un distillato di immensa dolcezza.

L'india ti resta addosso, fra la polvere, il rumore, la vita che ti travolge e ti stordisce come i suoi sapori fortissimi e indimenticabili. Come un sorso di Masala tè che ho portato con me in Italia.

Il Masala tè è l'anima speziata dell'India a cui posso tornare a ogni sorso, un abbraccio di profumi che è un tutto macinato insieme.







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La Signora In Dolce

La Signora in Dolce

Il dolce è vera arte. Lo sa bene La Signora in Dolce, la prima investigatrice pasticcera d'Italia, originale storyteller del dolce. Non bastano chili di zucchero a renderlo un capolavoro ma parole come equilibrio, armonia, emozione, bellezza, che il dolce indossa come un abito che gli cade a pennello. Scenda l’anatema della Signora in Dolce sui venditori di brioches surgelate, di rancide ciambelle fritte, di creme insapori e di tutti i mistificatori e banalizzatori di dolci. Non siete golosi? Beh, nessuno è perfetto, la Signora è sinceramente rattristata per voi. Non sapete cosa vi state perdendo… ma siete ancora in tempo per una piena confessione!