VERO GELATERIA: QUANDO IL GELATO TORNA A ESSERE...VERO!

VERO GELATERIA: QUANDO IL GELATO TORNA A ESSERE...VERO!

L'indagine

La parola artigianale è diventata una delle più abusate del nostro tempo. La troviamo ovunque: sulle insegne, nei menù, nelle campagne pubblicitarie. Ma quante volte, dietro quella parola, si nasconde davvero un lavoro artigiano?

È una domanda che mi accompagna ogni volta che entro in una gelateria perché raccontare il gelato significa raccontare una cultura del fare, non solo un piacere estivo.

A Verona, nel cuore della città di Romeo e Giulietta, ho trovato un luogo che parte proprio da qui; si chiama Vero Gelateria e già nel nome racchiude una promessa impegnativa: fare un gelato che sia davvero… vero!

Qui l’artigianalità non è un’etichetta, ma un processo quotidiano e significa rinunciare alle scorciatoie, non affidarsi ai semilavorati industriali – dalle paste di pistacchio ai preparati per yogurt o caramello – ma partire dalla materia prima fresca, lavorata direttamente nel laboratorio. Anche le paste di frutta secca vengono prodotte internamente, con la pazienza che appartiene al mestiere del gelatiere.

C’è poi una scelta che racconta bene la filosofia dei due appassionati gelatieri, Stefano Ceni e Massimo Veronesi che hanno aperto le loro gelaterie a Milano, Bologna e Verona: utilizzare solo frutta italiana, selezionata con attenzione, per garantire qualità, controlli rigorosi e il rispetto della stagionalità.

La natura ha i suoi tempi e un vero artigiano li conosce e li accetta, e in un mercato come quello del gelato dove spesso si rincorre l’effetto scenografico, Vero Gelateria ha scelto la strada opposta: quella della sostanza. Nessun colore eccessivo, nessun gusto costruito per stupire, ma ingredienti che parlano con la loro identità.

Ed è proprio questa autenticità che ho ritrovato all’assaggio.

I miei gusti prediletti? Ho amato la pesca, intensa e profumata come un frutto appena raccolto, il pistacchio salato, elegante e persistente, capace di raccontare la materia prima senza sovrastrutture e il fiordilatte che dimostra una grande verità della gelateria: i gusti più semplici sono anche quelli che non perdonano e se sono eccellenti, significa che dietro c’è un grande laboratorio.

Ogni cono, per me è come una macchina del tempo. Mi riporta alle estati dell’infanzia, alle mani appiccicose, alle corse in piazza e alla felicità semplice di un gelato mangiato senza fretta. Dopo anni di investigazioni nel mondo della pasticceria italiana, so che un cono è molto di più perchè racconta una scelta, una filosofia, un’etica del lavoro.

Il futuro del gelato artigianale non passa attraverso effetti speciali o mode passeggere ma dal coraggio di restare fedeli alla materia prima, al ritmo delle stagioni e al sapere delle mani.

In fondo, un gelato vero non ha bisogno di raccontarsi troppo, gli basta essere buono, ma soprattutto gli basta essere autentico.


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Il verdetto finale

Dove

Vero Gelateria, Via Cappello 12, Verona

Locale

Colorato e curato. Le mongolfiere appese al soffitto catapultano il goloso in un mondo fiabesco

9

9/10

Estetica

Un gelato che profuma di freschezza

8

8/10

Qualità

Nessun colore eccessivo, nessun gusto costruito per stupire, ma ingredienti che parlano con la loro identità.

9

9/10

La Signora In Dolce

La Signora in Dolce

"Anti-influencer del dolce" non cucina dolci ma dei dolci ne fa spettacolo, da sempre, perchè ildolce non è solo qualcosa che si mangia ma un potente mezzo di relazione ed amore.

Il dolce è vera arte e coi dolci lei ci parla in un dialogo d'amore incessante che dura da oltre 40 anni.

E' La Signora in Dolce, la prima investigatrice pasticcera d'Italia, originale storyteller dell'universo pastry.

Non basta certo lo zucchero a rendere un dessert un vero capolavoro ma parole come equilibrio, armonia, emozione, bellezza, che il dolce indossa come un abito che gli calza a pennello e che lei racconta coinvolgendo il pubblico ed emozionandolo.

Festival culturali e aziende ospitano le sue performance live e i suoi talk show su dolci, arte e cultura di pasticceria.

Scrive romanzi gialli per avvicinare i più piccoli alla dolcezza e all'arte dell'equilibrio e della misura, ha realizzato il primo spettacolo sulla pasticceria italiana con il gran finale live dei migliori maestri pasticceri ma soprattutto vive alla costante ricerca del bello e del buono, raccontando nel suo format Dietro le quinte del dolcechi e che cosa si cela dietro un dolce di qualità.

Scenda l’anatema della Signora in Dolce sui venditori di brioches secche, di rancide ciambelle fritte, di creme insapori e di tutti i mistificatori e banalizzatori di dolci. Non siete golosi? Beh, nessuno è perfetto, la Signora è sinceramente rattristata per voi. Non sapete cosa vi state perdendo… ma siete ancora in tempo per una piena confessione!